“La cultura è ciò che rimane quando si è dimenticato tutto.”

Erbert Herriot

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  • Area famiglie | mar 23.1.2018

    Omaggio alla sorella di Michelstaedter

    La pietra d’inciampo sarà posata domani, 23 gennaio, a Villa Elda in largo Culiat. La donna morì nel 1944 nel lager di Ravensbruck

    memoria, e si appresta ad accogliere una nuova “pietra d’inciampo” omaggiando il ricordo di una componente della sua comunità ebraica deportata nei campi di sterminio. Domani, alle 10, a Villa Elda in largo Culiat 11 verrà posata la “Stolpersteine” (pietra d’inciampo) dedicata ad Elda Michelstaedter Morpurgo, sorella del filoso Carlo, che lì abitava prima di essere arrestata dai nazisti il 9 novembre del 1943 e in seguito deportata assieme alla madre, che non sopravvisse probabilmente al terribile viaggio. Elda, invece, morì un anno dopo, nel lager di Ravensbruck. Alla cerimonia di domani, promossa dall’associazione “Amici di Israele” con il patrocinio del Comune di Gorizia, parteciperanno tra gli altri il prefetto Marchesiello, il sindaco Ziberna e l’assessore alla Cultura Oreti, il presidente di Informest Cressati (Villa Elda ospita oggi proprio gli uffici dell’agenzia) e la direttrice del Gect Sodini, oltre ovviamente all’artista tedesco Gunter Demnig, ideatore del progetto artistico, culturale e storico delle “pietre d’inciampo”. Sarà lui, come sempre e in tutta Europa, a occuparsi fisicamente di posare di fronte all’edificio il sampietrino impreziosito da una targhetta che ricorda Elda Michelstaedter Morpurgo, donata nell’occasione dagli studenti dell’attuale classe 5A dell’istituto tecnico con indirizzo “Biotecnologie ambientali”, che lo scorso anno sono stati premiati nell’ambito di un’iniziativa dell’Unesco grazie ad un progetto relativo proprio al cimitero di Valdirose e alla comunità ebraica goriziana in generale. Proprio agli studenti toccherà domani il compito di documentare l’evento, realizzando un video, mentre gli alunni delle classi 2A e 2B del liceo linguistico “D’Annunzio” proporranno direttamente sul posto una performance artistica dal titolo “Io sono Elda...questa è la mia casa”, che ripercorrerà la storia della sorella di Michelstaeder. Quella che troverà posto in largo Culiat sarà la sedicesima “Stopelsteine” a Gorizia, dopo quelle posate negli anni scorsi. Il progetto di valorizzazione della memoria partì nel capoluogo isontino due anni fa, quando vennero ricordati i primi quattordici deportati: in via Ascoli 21 si trovano le pietre in memoria di Adolfo Armani, Gino Armani e Bianca Alphandery Armani, Davide Schumann e Matilde Rechnitzer Schumann, e in via Ascoli 15 quelle per Freida Weissmann Iacoboni, Gisella Iacoboni e Sofia Iacoboni. Rispettivamente in via Mameli 5 e via Mazzini 15 ci sono gli omaggi a Chaim Felberbaum e Ferruccio Leoni, mentre in Corso Verdi 137 si ricordano Iginio Luzzatto, Sara Luzzatto ed Elisa Richetti Luzzatto.

    A chiudere il primo ciclo di “Stopelsteine” fu quella per Emma Luzzatto Michelstaedter, in via Garibaldi 5, ma lo scorso anno una nuova pietra, la quindicesima, fu posata di fronte all’abitazione di corso Verdi 178 per Anna Paula Luzzatto.

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